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Comune di Faleria
Informazioni storiche e turistiche di Arlena di Faleria
Faleria è un comune di 2.303 abitanti della provincia di Viterbo, attraversato
dal fiume Treja. Il borgo, collocato su un massiccio roccioso, ha origini
falische.
Il borgo antico si arrocca sull’estremità triangolare del promontorio tufaceo
delimitato, ai lati, da due valli profonde e difeso, lungo la fronte posteriore del
Palazzo Anguillara, da una cinta muraria con un'unica porta d'accesso oggi
ancora conservata. L’insediamento si articolava su una via centrale, Via
Falisca, cui si legavano le viuzze minori. Dopo la realizzazione del Castello
degli Anguillara il borgo assume l’aspetto di nucleo fortificato. Nel XVI secolo
l’abitato si amplia e viene costruita una nuova cinta muraria con torri e due
porte d’accesso.
Nel 1660 tutti i beni Anguillara e con essi il feudo di Stabia furono venduti al
principe Borghese.
Nel XIX secolo il nucleo conserva ancora intatto il perimetro difensivo, ma
all’esterno delle mura si sviluppa il paese nuovo. Nel catasto urbano del 1873
compare la denominazione Faleria.
All’inizio del XX secolo la cinta muraria rinascimentale e le porte d’accesso
vengono demolite. Viene realizzato il palazzo comunale.
L’antico borgo ai lati della Via Falisca è stato evacuato negli anni 1971-73. È
bastato poco per gettar via secoli di storia, opere d’arte e le nostre radici.
Da 15 anni, le varie amministrazioni, hanno portato avanti un progetto di
recupero dello sperone tufaceo e del vecchio paese oramai del tutto crollato;
il cammino è molto lungo, ma già aver posto tale obiettivo e continuare a
perseguirlo è segno di civiltà, consapevolezza e buon senso.
Da un punto di vista economico Faleria nasce con vocazioni prevalentemente
agricole. Le campagne circostanti sono coltivate a vigneto, oliveto e
noccioleto. Le tecniche di lavorazione artigianale assicurano la massima
genuinità di olio (che ha ottenuto il marchio dop) e vino, ma lo scarso
collegamento con settori secondari e terziari ne rendono poco elastica la
vendita. Ciò ha fatto in modo che tali culture si siano via via ridotte ad un
utilizzo casalingo. Diversa, almeno in parte, è la situazione della nocciola, che
viene prodotta nella qualità “tonda gentile” e “nocchia rosa”. Quasi tutta la
produzione è in questo caso destinata alla vendita.
Pochissime sono le aziende. Ancora scarso è il settore turistico nonostante il
luogo offra molte attrattive sia dal punto di vista artistico e archeologico che
naturalistico: i Castelli, le Chiese, Casali, i boschi bellissimi e suggestivi.
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